Territori, governance e democrazia nell’evoluzione dell’Unione Europea
(revisione integrata con la proposta di nuova governance europea delle risorse territoriali)
1. Oltre la dimensione locale
Per molto tempo la questione dell’autonomia della Romagna è stata interpretata come una vicenda locale, legata prevalentemente a rivendicazioni identitarie o amministrative.
Questa lettura oggi non è più sufficiente.
L’evoluzione del dibattito europeo sulla governance, sulla politica di coesione e sul ruolo dei territori impone infatti un cambiamento di prospettiva: la Romagna non rappresenta soltanto un caso territoriale italiano, ma un possibile modello di riflessione europea sul rapporto tra istituzioni, territori e democrazia.
L’Unione Europea attraversa una fase storica caratterizzata da tensioni profonde:
- crisi geopolitiche;
- competizione economica globale;
- transizione energetica;
- trasformazione digitale;
- crescente distanza percepita tra istituzioni e cittadini.
In questo contesto, la questione territoriale torna al centro.
Non come nostalgia del passato, ma come ricerca di una nuova prossimità democratica.
2. La crisi della governance europea
L’Unione Europea dispone già di strumenti finanziari estremamente rilevanti:
- politica di coesione;
- fondi strutturali;
- InvestEU;
- Interreg;
- programmi diretti;
- Recovery and Resilience Facility.
Il problema non riguarda l’assenza di risorse.
Riguarda il modo in cui tali risorse vengono governate, distribuite e trasformate in risultati territoriali concreti.
Negli ultimi anni si è accentuata una tendenza alla concentrazione decisionale:
- maggiore peso dei governi nazionali;
- costruzione di grandi piani centralizzati;
- riduzione del ruolo effettivo delle autonomie territoriali.
Formalmente i territori continuano a partecipare.
Sostanzialmente, tuttavia, il sistema tende sempre più a funzionare attraverso circuiti selettivi:
- soggetti già strutturati;
- reti relazionali consolidate;
- capacità amministrative concentrate;
- accesso privilegiato alle informazioni.
Questo fenomeno produce una crescente percezione di distanza tra cittadini e processi decisionali europei.
Ed è proprio in questo spazio che la questione romagnola assume significato europeo.
3. La Romagna come territorio sistemico
La Romagna non costituisce una semplice somma di province o di amministrazioni locali.
È un sistema territoriale storicamente riconoscibile, caratterizzato da:
- rete di città medie;
- forte integrazione sociale;
- economia diffusa;
- manifattura territoriale;
- filiere turistiche;
- porto strategico sull’Adriatico;
- aree interne e appenniniche;
- servizi territoriali avanzati;
- welfare di prossimità.
La sua struttura non è centrata su una metropoli dominante.
Essa funziona piuttosto attraverso relazioni diffuse e interdipendenti.
Questo elemento assume grande rilevanza nel quadro europeo contemporaneo.Le grandi sfide dell’Unione — energia, sostenibilità, logistica, innovazione, resilienza climatica, sanità territoriale — richiedono infatti modelli capaci di integrare:
- prossimità decisionale;
- cooperazione;
- capacità di rete.
La Romagna possiede già molte delle caratteristiche richieste da questa nuova fase europea.
4. L’Europa dei territori come evoluzione democratica
L’idea di una Europa dei territori non nasce in opposizione all’Unione Europea.
Nasce come possibile evoluzione della sua maturità democratica.
La ricchezza europea non risiede nell’uniformità, ma nella pluralità dei suoi popoli, delle sue culture e dei suoi territori storici.
È questa pluralità ad avere prodotto:
- civiltà;
- innovazione;
- scambi economici;
- modelli sociali;
- cultura politica.
In tale prospettiva, i territori non devono essere interpretati come meri livelli amministrativi subordinati agli Stati, ma come componenti sostanziali della costruzione europea.
La stessa European Free Alliance (EFA), di cui Rumâgna Unida fa parte, ha recentemente sottolineato con forza il rischio rappresentato dalla centralizzazione dei fondi europei.
La raccolta di oltre 650 firme di amministratori locali e regionali europei contro la concentrazione delle risorse nei piani nazionali evidenzia chiaramente una crescente preoccupazione:
l’Europa rischia di allontanarsi dai propri territori proprio nel momento in cui avrebbe maggiore bisogno della loro partecipazione.
5. Verso una nuova governance europea delle risorse
Il problema non può essere affrontato limitandosi a difendere genericamente il ruolo delle Regioni.
Occorre ripensare la governance delle risorse.
La proposta sviluppata da Rumâgna Unida si muove in questa direzione.
Essa parte da una constatazione:
anche nei territori possono riprodursi dinamiche opache, concentrazioni di potere e selezione relazionale.
Per questo il rafforzamento dei territori deve essere accompagnato da:
- trasparenza radicale;
- criteri pubblici;
- monitoraggio aperto;
- separazione delle funzioni decisionali;
- responsabilità sui risultati.
La governance europea futura non dovrebbe limitarsi a finanziare territori isolati, ma incentivare fortemente reti territoriali europee.
6. Il principio innovativo delle reti territoriali
Uno degli elementi più innovativi della proposta consiste nello stimolare la costruzione di partenariati territoriali europei stabili.
I grandi progetti europei — infrastrutture, energia, innovazione, resilienza climatica, servizi territoriali — dovrebbero essere sempre più orientati verso:
- cooperazione interterritoriale;
- complementarità funzionale;
- diffusione delle competenze.
Non come obbligo rigido, ma come incentivo strutturale.
Un sistema di questo tipo produrrebbe effetti molto rilevanti:
- riduzione della concentrazione delle risorse;
- circolazione delle competenze;
- rafforzamento dell’identità europea;
- superamento dell’isolamento competitivo tra territori.
La Romagna, per struttura territoriale e capacità relazionale, rappresenta un candidato quasi ideale per questo tipo di evoluzione.
7. Energia, sostenibilità e territori
Il tema energetico rappresenta uno degli ambiti nei quali il rapporto tra Europa e territori diventa più evidente.
Le scelte relative a:
- produzione;
- distribuzione;
- risparmio energetico;
- innovazione tecnologica;
- resilienza infrastrutturale;
hanno ricadute dirette sulla qualità della vita delle comunità territoriali.
Per questo la transizione energetica non può essere affrontata esclusivamente attraverso modelli centralizzati.
Occorre favorire:
- reti energetiche territoriali;
- integrazione tra territori diversi;
- produzione sostenibile diffusa;
- condivisione delle competenze;
- capacità di adattamento locale.
Anche sotto questo profilo la Romagna possiede caratteristiche favorevoli:
- equilibrio tra costa ed entroterra;
- sistema produttivo diffuso;
- forte sensibilità ambientale;
- capacità logistiche e infrastrutturali.
8. La Regione Romagna come laboratorio europeo
La richiesta di una Regione Romagna non deve quindi essere interpretata come semplice rivendicazione amministrativa.
Essa può rappresentare:
- una sperimentazione istituzionale;
- un modello di governance territoriale;
- un laboratorio europeo di cooperazione multilivello.
L’autonomia istituzionale, in questa prospettiva, non significa isolamento.
Significa responsabilità politica.
Un territorio dotato di strumenti istituzionali adeguati può:
- partecipare direttamente ai processi europei;
- costruire partenariati;
- progettare sviluppo;
- dialogare con altri territori;
- contribuire alla costruzione democratica dell’Unione.
9. Conclusione
La questione romagnola non riguarda soltanto la ridefinizione di un assetto amministrativo italiano.Riguarda una domanda molto più ampia: quale ruolo avranno i territori nella futura evoluzione dell’Europa?
Se l’Unione Europea intende rafforzare:
- coesione;
- partecipazione;
- prossimità democratica;
- sostenibilità;
allora dovrà necessariamente riconoscere il valore politico dei territori storici e delle reti territoriali.
La Romagna possiede caratteristiche storiche, culturali, economiche e sociali che la rendono particolarmente adatta a questo dibattito.
Non come eccezione.
Ma come possibile anticipazione di una nuova Europa dei territori.
