Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che una parte della distanza tra l’Unione Europea e i cittadini ha una causa strutturale: la difficoltà di riconoscere, nei processi decisionali europei, la realtà concreta dei territori.
L’Europa viene spesso percepita come un livello lontano, astratto, incapace di intercettare i bisogni quotidiani delle comunità locali.
Questa distanza alimenta disaffezione, euroscetticismo e, nei casi più estremi, il rifiuto dell’intero progetto europeo.
Ma il problema non è l’Europa in sé.
Il problema è come l’Europa organizza e riconosce i suoi spazi politici reali.
Un’Europa nata dalla diversità, non dall’uniformità
L’Europa non nasce come un’entità centralizzata.
Nasce da un compromesso tra culture, storie, lingue e territori profondamente diversi.
Il suo senso originario non è l’omologazione, ma la convivenza.
Proprio per questo il futuro dell’Europa non può essere affidato solo agli Stati nazionali o alle istituzioni centrali.
👉 Il futuro dell’Europa passa dalla capacità di riconoscere i territori come soggetti politici attivi, non come semplici destinatari di decisioni prese altrove.
È nei territori che i valori europei diventano esperienza concreta:
• è lì che si esercitano i diritti,
• che si costruisce il welfare,
• che si sperimentano politiche ambientali, sanitarie, sociali ed economiche.
Quando l’Europa ignora questa dimensione, perde forza.
Quando la riconosce, diventa più democratica, più resiliente e più credibile.
Modernizzare l’Europa significa anche ridefinire i territori
Oggi l’Europa è chiamata a un passaggio di maturità.
Modernizzarsi non significa solo riformare procedure o aggiornare politiche economiche.
Significa anche avere il coraggio di ripensare gli ambiti territoriali che danno forma alla rappresentanza democratica. In un mondo in cui si rafforzano nuovi modelli di relazione globale, segnati da:
• competizione tra grandi potenze,
• ritorno della forza come strumento di pressione,
• predominio di logiche mercantili e finanziarie,
l’Europa rischia di essere ridotta a un semplice spazio economico, privo di anima politica.
Per evitarlo, deve valorizzare ciò che la rende diversa: una democrazia multilivello, fondata su comunità reali e territori riconoscibili.
Romagna: territorio europeo oltre i confini nazionali
In questo quadro, la Romagna può candidarsi a rappresentare un paradigma europeo avanzato.
Non come eccezione identitaria, ma come modello politico replicabile: un territorio coeso, aperto, con una forte cultura civica, capace di tenere insieme sviluppo economico, diritti sociali, partecipazione e qualità della vita.
La Romagna non chiede di superare gli Stati.
Chiede che l’Europa riconosca che alcuni territori sono già europei nella loro struttura sociale, economica e culturale, e meritano strumenti politici adeguati.
È così che l’Europa può andare oltre i confini nazionali senza negarli: costruendo reti di territori che condividono problemi, obiettivi e responsabilità.
Territori forti per un’Europa più giusta e più sicura
In un contesto globale instabile, segnato da conflitti, minacce e competizione strategica, l’Europa ha bisogno di capacità di adattamento rapido.
Le grandi strutture centralizzate faticano a rispondere con efficacia.
I territori, se messi nelle condizioni giuste, possono offrire risposte più tempestive, inclusive e intelligenti.
Rafforzare i territori significa anche rafforzare la pace:
• riducendo le fratture sociali,
• aumentando la partecipazione democratica,
• rendendo più solida la coesione interna europea.
Un’Europa che riconosce e valorizza i territori è meno fragile di fronte alle pressioni esterne, economiche o militari che siano.
Dai territori una nuova legittimità per il progetto europeo
Pensare ai territori come futuro dell’Europa significa rafforzare la democrazia:
• ridurre la distanza tra decisioni e cittadini
• aumentare la trasparenza
• favorire il coinvolgimento reale delle comunità.
Il progetto europeo potrà ritrovare slancio solo se saprà riconoscere che la sua forza non risiede esclusivamente nelle istituzioni centrali, ma nelle comunità che lo rendono vivo ogni giorno.
È su questa convinzione che si fonda la visione di Rumâgna Unida: una Romagna soggetto europeo, capace di contribuire alla costruzione di un’Unione più moderna, più giusta e più democratica, partendo dai territori.
