Quando si parla di autonomia territoriale, il dibattito pubblico tende spesso a restare sul piano astratto: competenze, confini, equilibri tra istituzioni.
L’autonomia, se vuole essere davvero utile, deve diventare una cosa concreta: avvicinare il potere alle persone e in Romagna questo tema non è teorico, è una questione quotidiana di efficacia, di giustizia amministrativa e di qualità emocratica.
Perché oggi, dentro l’attuale organizzazione regionale, molte decisioni che incidono sulla vita reale dei romagnoli vengono maturate e indirizzate lontano dal territorio: nei centri politico- amministrativi che pesano di più, dove le priorità si formano altrove e arrivano qui già confezionate.
La democrazia rappresentativa, così, soffre di una distanza crescente: chi decide spesso non vive le conseguenze dirette, e chi subisce le conseguenze spesso non ha strumenti reali per incidere prima e questa distanza non è “normale”, è un difetto strutturale che si può correggere.
La Regione Romagna non è un simbolo: è una responsabilità costituzionale
La Costituzione italiana prevede un’organizzazione amministrativa fondata su livelli territoriali: Comuni, Province/enti di area vasta, Regioni e Stato.
Quando una Regione funziona bene, non “domina” il territorio: lo cura, lo organizza, lo serve.
Ecco il punto politico di Rumâgna Unida:
la Romagna ha bisogno di una Regione che prenda in carico la Romagna.
Una Regione Romagna non sarebbe un capriccio identitario e non sarebbe un privilegio.
Sarebbe una forma di governo più coerente con un principio semplice: le decisioni devono stare vicino a chi ne paga il prezzo e ne riceve gli effetti.
I tre fondamenti dell’autonomia responsabile (in chiave Romagna)
1) Prossimità decisionale (non distanza amministrativa)
Le scelte su sanità, mobilità, scuola, welfare, ambiente, turismo, sicurezza del territorio e sviluppo economico non possono essere guidate da logiche lontane.
La prossimità non è provincialismo, è la forma più seria di efficienza democratica:
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- decisioni più comprensibili,
- più controllabili,
- più discutibili,
- più correggibili in tempo.
Se un territorio non può incidere davvero sulle decisioni che lo cambiano, non è governato: è gestito.
2) Trasparenza organizzativa (prima, non dopo)
Autonomia non significa fare da soli.
Significa rispondere direttamente delle scelte.
Una Regione vicina deve garantire regole chiare, criteri leggibili, bilanci comprensibili, e soprattutto deve rendere trasparente la fase preparatoria delle decisioni:
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- quali alternative erano possibili,
- chi è stato ascoltato,
- quali dati hanno pesato,
- quali interessi hanno influenzato.
Perché il punto non è solo “sapere cosa è stato deciso”, ma capire come ci si è arrivati.
3) Cura istituzionale del territorio (province e comuni al centro)
Una Regione Romagna deve essere una casa politica-amministrativa che si prende cura delle sue province e dei suoi comuni, non un livello superiore che li schiaccia.
Autonomia responsabile significa:
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- pianificare servizi e infrastrutture con logica romagnola,
- coordinare i territori invece di metterli in competizione,
- distribuire risorse in modo equo, non per peso politico,
- trasformare i bisogni locali in priorità regionali.
Autonomia non è una scorciatoia: è un patto di responsabilità.
Se avvicini il potere alle persone, non stai solo “semplificando”, stai anche aumentando la responsabilità pubblica:
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- più controllo democratico,
- più obbligo di spiegare,
- più possibilità di correggere errori,
- meno alibi e meno scaricabarile.
È qui che l’autonomia diventa matura: non quando crea potere, ma quando crea governo migliore.
Romagna Regione: meno distanza, più democrazia reale
Rumâgna Unida propone l’autonomia romagnola non come slogan, ma come soluzione strutturale: ridurre la distanza tra decisioni e territorio.
Quando il potere sta vicino, diventa più difficile costruire scelte chiuse e circuiti ristretti e diventa più facile una cosa che oggi manca spesso: governare con le persone, non sopra le persone.
Questo è il senso della Regione Romagna: una democrazia più vicina, più chiara, più responsabile.
La Costituzione ci dà gli strumenti: sta a noi usarli bene.
Una Regione Romagna serve a questo: prendersi cura di province e comuni romagnoli, con decisioni più vicine, trasparenti e controllabili.
